lunedì 12 aprile 2010

figlineinmovimento

La recente cronaca sul recupero delle Scuole Lambruschini è la punta di un iceberg che raccoglie in sé ogni settore dell'Amministrazione Comunale: istruzione, ambiente, cultura e soprattutto mette a nudo le dinamiche della gestione dell'urbanistica e dei Lavori Pubblici nel nostro territorio.
Il rapporto opaco instauratosi fra la Pubblica Amministrazione ed i soliti soggetti di incarichi ed appalti danneggia su più fronti l'interesse pubblico, impedendo alla collettività di ricevere la migliore offerta qualitativa. Tale rapporto mette in discussione l'istanza di trasparenza e meritocrazia che in una società civile non è più negoziabile.
I cittadini assistono passivi al solito intreccio fra pubblico e privato che si verifica con un’assiduità tale da rendere impercettibile il comportamento illecito, divenuto oggi un'alternativa alla mancanza di lavoro.
Il risultato di tale gestione della cosa pubblica è sotto gli occhi di tutti: la nostra città è cresciuta caoticamente, le nuove costruzioni sono qualitativamente scadenti e spesso degradate dopo pochi anni, l’arredo urbano non è curato ed è spesso inesistente. Lo sviluppo dell'edificato non conosce più confine tra città e campagna ed il consumo del territorio è spesso irrazionale: un corretto e sano sviluppo urbano è subordinato solamente all'interesse privato. L'edilizia pubblica scolastica è scadente: improvvisata e senza nessun piano energetico.La viabilità è caotica e non ci sono alternative all'uso dell'automobile.

Vogliamo dire con forza che siamo stanchi di assistere impotenti a questa situazione e che faremo il possibile per promuovere e favorire lo sviluppo e la riqualificazione della città.
Siamo convinti che la politica amministrativa della città di Figline Valdarno necessiti di una netta discontinuità rispetto al passato per potersi confrontare con le migliori città italiane ed europee.

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